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Diventare produttivi in 5 parole

Pubblicato il 18 Luglio 2016
 

Il professor Bernard Roth, direttore accademico e cofondatore della D.school della Stanford University, nel corso dei suoi studi e dei diversi anni di insegnamento  ha trovato un metodo davvero efficace per iniziare ad essere maggiormente produttivi sia nella vita che nel lavoro.

Con una semplice sostituzione ed inversione di singole parole e frasi,  possiamo rapidamente ed in modo permanente produrre cambiamenti ed indurre comportamenti positivi. Vediamo come.
 
 
Invece di "MA" usare "E"
 
"Ma" è probabilmente la parola più limitante nel nostro vocabolario,  soprattutto se ci capita spesso di usare  “ma” al posto di “e”. Questa sostituzione sta diventando così comune da sembrare addirittura corretta. Purtroppo per noi l'avversativa ha l'effetto di modificare una dichiarazione neutra in una negativa.
 
"L'uso di 'ma' chiude lo spazio conversazione, mentre 'e' lo apre.
"Quando si apre il dialogo con 'e ed un’azione collegata,' il cervello arriva a considerare il fatto che si prendono in considerazione  entrambe le parti della frase.
 
 
Invece di dire "devo" è opportuno dire "voglio"

La frase successiva da eliminare nella lista secondo Roth è "devo." Come "ma," si tratta di una frase che imposta una sorta di conflitto nella nostra mente.
 
A titolo di esempio, Roth scrive di uno studente di ingegneria che è in ansia perchè ha bisogno di superare un difficile corso di matematica per completare la sua laurea. Dicendo a sé stesso  "devo" prendere, egli definisce la situazione come un peso nella sua mente. E 'vero che egli non può essere felice di quel particolare corso, ma Roth suggerisce che semplicemente sostituendo "devo " con "voglio", la sua mente farà cadere la sua paura e le emozioni negative che ne scaturiscono, farla sembrare meno pesante, e trasformarla in un atteggiamento positivo per guardare al futuro, perché lo porta un passo più vicino a diventare ciò che vuole essere: un ingegnere.
 
 
Invece di "non posso" iniziamo ad usare "non vorrò"
 
Un'altra parola no per Roth è dire "non posso." Quando affermiamo che "non possiamo fare qualcosa, ad esempio   quando qualcuno afferma "non so nuotare",  manteniamo viva l’idea  nella nostra mente l'idea che non è possibile farlo.
 
Se " impossibile' implica impotenza, 'non vorrò farlo” significa volontà e scelta".
Ogni essere umano può imparare a nuotare. Semplicemente sostituendo "non posso" con "non voglio, non vorrò," la persona traduce la sua incapacità di nuotare in una scelta, non un'impossibilità fisica
 

Invece di dire "Ho paura di" è preferibile "mi piacerebbe"

Un'altra frase autolimitante è "Ho paura di." "Ho paura di" riconosce la paura della persona, invece del suo desiderio. Dicendo ad esempio "ho paura di chiedere un aumento", si imposta la nostra mente a considerare già che la cosa potrebbe andare male se la si compie.
 
Semplicemente cambiando la forma della frase in  "mi piacerebbe chiedere un aumento," si sta riconoscendo un nostro desiderio, e il desiderio è di solito è associato con pensieri positivi e piacevoli.
 
Sostituiamo  "aiutare" con "assistere"
 
La parola "aiuto" è spesso associata al concetto di "impotenza" nelle nostre menti.  L'impotenza implica che non siamo in grado di realizzare qualcosa senza che qualcun altro intervenga a nostro favore.
 Il punto è che quando usiamo la parola "aiuto", abbiamo impostato la nostra mente sul fatto di considerarci impotenti. Tuttavia, se impariamo a  sostituire la parola "aiuto" con "assistenza", chiediamo lo stesso una mano, ma poniamo noi stessi in una situazione paritetica e non subordinata non solo rispetto al problema ma anche nei confronti del nostro interlocutore.

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Gianluca Abbruzzese
CEO & Founder Lasc├▓
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